Borghi Sardegna

Come stiamo mostrando attraverso i nostri canali social le nostre avventure in Sardegna sono molteplici e cerchiamo di far capire a chi ci segue (e chiaramente per chi vuole affidarsi a noi come Travel Planner) che la nostra isola non è solo mare e spiagge ma tanto altro. Addentrarsi nell'entroterra sardo significa scoprire zone remote e poco conosciute, come i borghi della Sardegna. Piccole realtà che vivono nella semplicità del quotidiano, senza stress, senza tempistiche e che mostrano un alto valore qualitativo su ogni aspetto tipo arte, tradizione, storia, natura e gastronomia. Un percorso in questi bellissimi borghi in Sardegna significa davvero scoprire qualcosa di profondo, che sicuramente renderà il viaggio o una semplice gita ancora più indimenticabile.

I nostri consigli, i nostri itinerari e la nostra figura saranno di vitale importante durante il vostro viaggio. In questa pagina abbiamo selezionato 5 dei borghi più autentici della Sardegna (secondo noi e le nostre visite), ognuno dei quali con qualche particolare caratteristica e altri, anche, avvolti dal mistero.

SAN SALVATORE DI SINIS

“Vamos a Matar, companeros”, immaginate di sentire questa frase con un forte accento messicano e con un tono aggressivo. Bene, è una delle classiche frasi dei classici spaghetti-western di Sergio Leone e qua, a San Salvatore Sinis sono state girate scene di molti film per oltre 20 anni. Questo piccolo e fantastico borgo in Sardegna è stato ormai nominato come il Villaggio Western della Sardegna. E’ abitato solo in alcuni periodi dell’anno, tra tutti durante la festa in onore del santo patrono. Avete bisogno di pochi minuti per girare tra le vie e non possiede grandi chiese, monumenti particolari e non ha neanche una tipica gastronomia. La sua bellezza sta nell’atmosfera che si respira, si cammina su strade non asfaltate, polverose, con ai lati delle piccole casette bianche e colorate, una grande piazza presenta alberi e piante grasse. La sua bellezza è nell’immaginare, in un preciso istante, che dietro l’angolo ci sarà un pistolero, un cavallo che corre e magari, uno sceriffo che controlla questo magnifico borgo dove il tempo si è fermato. Abbiamo una chicca per voi, il borgo in Sardegna in questione sta a cuore a uno dei registi più famosi al mondo, Quentin Tarantino. Pensate infatti che nel film Kill Bill, Uma Thurman (nel film Black Mamba) scappa e cambia il nome in Nicoletta Macchiavelli (cambiato poi in Arlene Macchiavelli) proprio in onore della protagonista di “Giarrettierra Colt”, film western girato interamente a San Salvatore Sinis e considerato da Tarantino uno dei capolavori in assoluto di questo particolare genere. Cliccate qui per scoprire più informazioni

Riguardo la corsa degli scalzi? Sapete qualcosa? Illustriamo noi: Si mormora che durante una delle numerose invasioni da parte dei saraceni, i guerrieri maschi di San salvatore erano troppo impegnati a combattere gli invasori e affidarono alle donne la sacra statua del Santo patrono presente nella piccola chiesa. Che compito avevano le donne? Di proteggere la statua portandola a Cabras in modo da evitare che fosse distrutta dagli invasori. Loro lo fecero, e anche bene, correndo scalzi per moltissimi km e riuscendo in qualche modo a terminare il loro compito. La storia si ripete, ora è infatti diventato un rito che viene eseguito ogni anno con l'unica differenza che non sono le donne a portare la statua ma gli uomini. Spostandoci qualche chilometro da questo piccolo borgo è possibile ammirare altri siti di interesse naturale, come lo stagno di Cabras. Rappresenta infatti una delle aree umide più importanti della Sardegna, si pratica ancora Is Fassonis, una pesca con antiche imbarcazioni con fasce di fieno lacustre che ricordano quelle degli egizi.

LOLLOVE

“Ridente, soleggiata e pietrosa, in una conca di graniti situata, nascosta da ogni cosa e ogni dove, sei bella sei unica sei Lollove”. Vi presentiamo, per molti, il borgo medievale più piccolo al mondo con appena 26 abitanti (si pensa che siano molti meno). Lollove è situato in provincia di Nuoro e camminare per il paese tra le strette vie ciottolate rappresenta un emozione allo stato puro. Vedrete solo case con pietra in vista, finestre chiuse e finestre aperte, piccoli orticelli, una chiesa senza un parroco, spesso chiusa e con un cancello che come catena ha 2 lacci di scarpa. Qua si vive di pastorizia e non è difficile incontrare durante il tragitto pecore, cavalli, asini e vacche.

A Lollove il tempo si è davvero fermato, è unica nel suo genere e pensate che ha anche una straordinaria storia tra fascino e mistero. Si pensa infatti che in origine questo piccolo borgo si chiamasse Helena, in onore a Elena, moglie dell’imperatore Costanzo Cloro. Nelle vicinanze del piccolo paese è impossibile non fare un trekking nel bellissimo Monte Ortobene, a circa 900 metri s.l.m. , che domina sicuramente la Barbagia di Nuoro e Ollolai. I prodotti tipici di questo borgo e dei paesi limitrofi sono solitamente esposti durante la festa paesana e le festività di Autunno in Barbagia.
SAN SPERATE

Sapete chi è Pinuccio Sciola? Bene, prima di andare a San Sperate sarà importante documentarsi anche riguardo questo artista di fama internazionale. Fu un rivoluzionario artistico, un promotore che permise a San Sperate, dagli anni ’60, di diventare da semplice borgo sardo a museo a cielo aperto che attualmente custodisce circa 300 Murales per le vie della città. Se inoltre, pensate che San Sperate sia solo Murales vi sbagliate. In questo autentico borgo è possibile scoprire anche la villa neoclassica del barone Tola, il Museo del Crudo (che non è il prosciutto ma bensì un abitazione costruita con i caratteristici mattoni di terra cruda) e infine, non per essere meno importante il fantastico giardino sonoro. Sempre Sciola infatti, è autore di particolari sculture chiamate “pietre sonore”, che presentano intagli paralleli realizzati su calcare e basalto con un incredibile valore sonoro. Basta infatti passere le mani per far echeggiare armonie musicali dolci e differenti.

La pesca invece, è il frutto che domina il panorama gastronomico del paese che rappresenta il maggior produttore di tutta la Sardegna. Una piccola curiosità che riguarda questo borgo, date un attenta occhiata a diversi murales perché troverete disegnata una maschera, non classica, ma ghignate. E’ il disegno di un ritrovamento datato al quarto secolo prima di Cristo e, secondo alcuni studi, veniva posta sui defunti per far allontanare le forze maligne. Pensate che la stessa maschera è diventata il simbolo della cittadina. Interessante?!
SAN PANTALEO

Baja Sardinia, Cannigione, Cala Di Volpe sono solo alcune delle località turistiche estive più famose della Sardegna. Molti però non sanno, che in quella zona e nell’entroterra esiste uno dei borghi con il mercato tipico più bello della Sardegna. Welcome to San Pantaleo. Se dovessi scegliere un giorno della settimana sicuramente sceglierei il giovedi, infatti a San Pantaleo ogni giovedì c’è il mercatino dove artisti, artigiani e pittori espongono le loro creazioni. Si tratta di vere e proprie opere d’arte, ma non solo anche prodotti tipici sardi in ogni bancarella posizionata tra le vie del paese. Il paese è facilmente visitabile, sarà sicuramente un ammirazione di piccole case in granito, ubicate per intero attorno all’unica chiesa e contornate dalla incredibile bellezza del panorama naturale in cui il paese si trova.

Girovagando per il paese è possibile vedere alcune botteghe come quella di Michele Greco, Nicola Filia, Magma e vi accorgerete subito come un piccolo borgo come questo raccoglie una enorme ricchezza dal punto di vista artistico. Manca qualcosa? No, perché San Pantaleo è anche natura. La bellezza della sua location ha reso questo borgo popolare anche per le numerose attività nell’entroterra come trekking, climbing e mtb, il tutto tra le rocce di Cugnana.
MAMOIADA

Non poteva mancare questo bellissimo paese. Siamo in Barbagia e probabilmente basta poco per associare questo splendido borgo sardo a un qualcosa di estremamente tipico e peculiare: i Mamuthones. Queste maschere nere e di legno, con origini storiche ancora controverse, sono una parte dei vestiti più apprezzata durante il famoso carnevale di Mamoiada, evento assolutamente da non perdere. All’entrata del paese una grande maschera di Mamuthones accoglie i viaggiatori/turisti. Basta fare poi una passeggiata tra le vie per lasciarsi impressionare dai bellissimi Murales sardi, ammirare le numerose chiese come la Chiesa di Loreto, la chiesa di Su Carnu e il santuario dei Cosma e Damiano. Camminare in mezzo al paese significa anche sentire i profumi e gli odori dei prodotti tipici, Mamoiada è sicuramente la regina del pane fatto in casa come il famoso e popolare Carasau.

Non solo, è terra del vino Granazza e del buon Cannonau da associare sicuramente a un formaggio tipico. Impossibile, infine non assaggiare qualche dolce della zona, come i diversi tipi di popassinos. Mamoiada è un MUST della Sardegna se ci si trova in Barbagia perché oltre ciò che abbiamo descritto è posizionata ottimamente per visitare luoghi di carattere naturalistico e storico. Il complesso montuoso del Supramomente, con i suoi fiumi, le gole e le sorgenti d’acqua sono una manna dal cielo per gli amanti delle attività tipo trekking, kayaking, canoening e climbing. Non solo natura, ma anche storia, nei dintorni infatti esistono numerose tracce archeologiche e antropologiche, 32 nuraghi sparsi in tutto il territorio e numerose Domus De Janas (tombe di età prenuragica).
Mamoiada è anche mistero come per esempio quello che avvolge la Stele di Boeli, sapete cosa è? Una grossa pietra sacra, incisa e finemente lavorata che risale al 3500 a.c. , ci sono numerose controversie sul significato delle incisioni. C’è chi parla di fertilità e ciclo di morte e rinascita, chi invece parla di acqua e di un ringraziamento al dio per sgorgare in abbondanza nel territorio e c’è chi ha descritto le incisioni collegandole alle costellazioni. Una cosa è sicura, questo fenomeno è tipico solo di questa zona barbaricina (la pietra è posizionata all'interno di un giardino di una proprietà privata) ed estremamente diffuso nell’area celtica, esiste qualche collegamento? Da studiare, nel frattempo, fotografiamola.
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